Recensione ROM Europa Giuria Concorso Lens Culture

Rom Europa, Andrea Ciprelli

Portfolio e recensione della Giuria del Lens culture portait Awards 2016.

I testi dell’autore sono stati integrati con estratti del testo  scritto  da Sergio Labate:

Filosofo e docente di filosofia teoretica all’universita’ di Macerata. (Contrassegnati dalle iniziali  “S.Labate”)

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Andrea Ciprelli. Donna. Dalla serie Rom, Europa 2015.

“Sono foto dei Rom o sono dell’Europa? Non c’è la sua storia ne’ i suoi stati (Stati uniti d’Europa, così l’utopia viene spesso nominata). C’è il suo cuore, che pulsa e si (com)muove e soprattutto danza”. S.Labate

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Andrea Ciprelli. Ragazzo.  Dalla serie Rom, Europa 2013.

Un ragazzo all’interno di un bidone, su di lui ci sono ancora delle gocce  d’acqua perche’ e’ stato appena lavato da sua mamma.

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Andrea Ciprelli. Donna 2.  Dalla serie Rom, Europa 2011.

“C’e’ qualcosa che ci muove e si spazza distante. E sono cammini inciampati nella storia degli stati, genocidi, vite nomadi e cuori in preda alla malinconia degli sguardi senza quiete. La luce e’ sempre bassa e non riesce a mettere a fuoco ciò che resta fuori e che impone l’urgenza del nomadismo.” S.Labate

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Andrea Ciprelli. Uomo.  Dalla serie Rom, Europa 2013.

Un uomo pochi minuti dopo aver saputo che a sua moglie e’ stato amputato un piede dopo essere stata morsa da un topo.

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Andrea Ciprelli. Donna con figli.  Dalla serie Rom, Europa 2010.

Una donna con i suoi figli, poco dopo che un incendio ha distrutto la sua baracca.

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Andrea Ciprelli. Donna con bambino Dalla serie Rom, Europa 2010.

Queste persone  che scappano e si spostano non smetteranno mai di farlo, perche’ l’uomo  possiede la speranza e allora continueremo a migrare, mettendoci anche nella condizione di soffrire, ma continueremo  sempre a cercare la salvezza,  una vita migliore.

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Andrea Ciprelli. fratelli Dalla serie Rom, Europa 2013.

L’Europa dovrebbe organizzarsi e rassegnarsi alla  presenza di questi migranti moderni perche’ il volto di questa Europa, quella che  vedremo in un futuro molto vicino non e’ contornato dai capelli biondi e non ha gli occhi azzurri, ha  il volto del colore del caffe’ e latte.

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Andrea Ciprelli. Coppia Dalla serie Rom, Europa 2014.

“Eccola, l’altra faccia dell’Europa. Non sta nella luminosa evidenza degli Stati, nella quiete della storia unanime e consensuale, nelle sue rovine monumentali e sacralizzate. Non c’è nulla di meno monumentale di questo popolo che abita la gigantomachia della storia ufficiale, che si avvince nell’inquieta notte europea e fa attecchire a forza le sue radici nascoste. E vive, e vive.” S.Labate

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Andrea Ciprelli. Bambino Dalla serie Rom, Europa 2014.

Un bambino in braccio a sua madre. Lei mi disse: “Forse non dovremmo continuare a fare tutti questi bambini, ma e’ anche questa la vita, la famiglia e’ la nostra ricchezza”.

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Andrea Ciprelli. Donna con trecce. Dalla serie Rom, Europa 2014

Una donna prepara le sue trecce, la tipica capigliatura delle donne Rom della Romania, queste pettinature si possono vedere ancora oggi, portate dagli Indiani D’America.

Premessa:

Per me e’ un dovere occuparsi di queste cose, conoscere meglio cio’ da cui mi hanno detto di stare lontano, prendere a pugni la paura, che innesca il pregiudizio e andare a vivere delle esperienze. Ti puoi sporcare, graffiare e puoi farti anche del male mentre scopri certe cose perche’ devi scavare a volte, nel dolore degli altri e dentro il tuo,  scavi nella parte piu’ nera delle persone, in quella periferia che fa paura e nessuno vuole andare a vedere, nel bosco dove il buio della notte fa paura, ma io credo che questo e’ quello che fa il poeta, lo scrittore, il fotografo;  e’ un infiltrato, una spia che cerca di decifrare, di comprendere, fa da tramite e trasporta sulle spalle il peso di queste verita’ consegnandole allo spettatore, a chi guarda.
Io chiedo a chi osserva queste fotografie di non avere paura di confrontarsi con qualcosa che e’ fuori dalle nostre abitudini, dalla nostra concezione e guardando le cose in un altro modo, allora cambia tutto, diventa tutto diverso.

Riguardo alla fotografia, per me non e’ nulla se non e’ la sua forza nel raccontare, non mi interessa questo mezzo per fare delle belle fotografie di paesaggio, se un fotografo non si fa attraversare da quello che ha intorno, da tutte quelle cose che ancora non sa, se non rischia, se non si lascia trasportare da quell’incontrollabilita’ della vita allora e’ finito, non sta vivendo nessuna esperienza e con lui le persone che guarderanno le sue foto. Credo che bisogna cercare di aprirsi una via, entrare in quella oscurita’ dei luoghi comuni, delle banalita’ per uscirci e scoprire di aver superato i propri limiti.

Rom, Europa

Una minaccia concettuale, prima ancora che empirica. Essi abitano il cuore dell’Europa, si mescolano, soprattutto camminano. Sono abitanti di questa terra, di questo vento, di questo cuore.

Ma non partecipano alla sua storia.  S.Labate

Non mi interessa confermare l’idea diffusa che i Rom vivano in
dolorosa poverta’, mi interessa testimoniare che queste persone
esistono, mostrarle alle prese con una dignitosa vita quotidiana,
senza giudicarli secondo un costume gia’ consolidato”.
“I Rom In Europa sono 12 milioni, in Italia sono circa 160.000 , e lo scenario che si profila è inquietante: La crescita demografica
dell’Europa centrale continua a scendere, mentre il tasso di natalità dei Rom resta alto e già nel 2000 si prevedeva che raddoppiassero entro il 2030″. A.Ciprelli.
Non c’è nulla di meno monumentale di questo popolo che abita la gigantomachia della storia ufficiale, che si avvince nell’inquieta notte europea e fa attecchire a forza le sue radici nascoste. E vive, e vive. Dentro il vento e la terra e le foreste e le danze. In mille posti sconosciuti e senza nome. S.Labate

Recensione della giuria del concorso fotografico Lens Culture Portait awards 2016.

Composta da:  

Anne Bourgeois-Vignon Direttore digitale globale Magnum Photos New York, Stati Uniti

Alessia Glaviano Senior Photo Editor VOGUE ITALIA L’UOMO VOGUE

Emma Bowkett Direttore della fotografia Financial Times Weekend Magazine Londra, UK

Clare Grafik Responsabile delle mostre The Photographers’ Gallery Londra, UK

Lauren Ford Direttore fotografico Dazed & Confused Londra, Inghilterra

Iatã Cannabrava Fotografo e organizzatore di festival San Paolo, Brasile

Elinor Carucci Fotografa New York, USA

Jim Casper Redattore capo LensCulture Amsterdam, Paesi Bassi

Andrea, grazie per aver condiviso un estratto di questo lavoro, che prima ancora di essere un’eccellente opera fotografica, rivela da parte tua un grande impegno umano, sociale e politico; inutile sottolineare che il solo gesto di entrare in contatto con questa comunità, ferocemente ostracizzata dall’opinione pubblica, rappresenta un sincero atto di onestà intellettuale e di tolleranza, con l’obiettivo di rendere visibile questo popolo, appartenente a pieno titolo alla nostra società europea, ma di fatto ghettizzato costantemente. “Superando i tuoi limiti”, hai senz’altro contribuito ad aiutare la società a superare i suoi, mostrando queste persone per ciò che sono – donne e uomini come chiunque altro, con pregi e difetti – attraverso immagini che denotano la tua grande preparazione tecnica ed espressiva.

Personalmente, guardando alle singole immagini, trovo straordinarie “Uomo” (la cui espressione drammatica risulta eloquente ed espressiva, a prescindere dalla lettura della caption), “Donna”, “Donna 2″ e “Ragazzo”: sono ritratti davvero molto intensi che riecheggiano l’immaginario legato alla pittura rinascimentale e barocca, in particolare “Ragazzo” che evoca atmosfere caravaggesche.

Il punto di svolta per un lavoro del genere, secondo me, è la destinazione finale che vorrai dargli – nel caso tu non vi abbia ancora pensato. A mio parere, un libro fotografico – forse più che un’esposizione – potrebbe essere il mezzo ideale per valorizzarlo come merita, costruendo una narrazione sequenziale efficace che abbia nei ritratti la sua “stella polare”. In questo senso, sia gli scatti più documentari ( “Donna con i figli”, “Fratelli”) sia i ritratti meno “ipnotici” ma pur sempre autoriali ( “Donna con bambino”, “Coppia” e “Donna con trecce”) potrebbero costituire la trama narrativa in cui far convivere i diversi registri e atteggiamenti espressivi di cui è composto il lavoro. Questa trama, questo flusso, potrebbe essere poi punteggiato dai ritratti visivamente più potenti e straordinari (quelli citati sopra) da impaginare smarginati.

Non mi resta che rinnovarti i miei più sinceri complimenti per questo progetto, sperando di poterlo vedere presto pubblicato.